ALCON-AGL E' COMPARTO DI AGL (AGL , Alleanza Generale del Lavoro (confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano, presso A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it )
giovedì 14 maggio 2015
IL VIDEO INTEGRALE DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE RENZI SULLA SCUOLA
domenica 3 maggio 2015
SCIOPERO GENERALE SCUOLA 5 MAGGIO: VEDRETE CHE GLI SCHETTINI A CAPO DEI SINDACATI ITALIANI RIUSCIRANNO NELL'OBBIETTIVO DI FAR SALTARE L'ASSUNZIONE ANCHE DEI 100.000 PRECARI
L'ultima trovata di CGIL-CISL-UIL e
degli autonomi: sciopero generale della scuola. Cosa otterranno i
lavoratori?
Vediamo i precedenti grandi risultati
in questi anni (specie dal 1993 in poi) dei sindacati confederali e
dei loro “concorrenti” autonomi:
- gli stipendi e i salari più bassi dell'Occidente capitalistico
- pensioni da fame risultato delle riforme fatte da loro passare
- il blocco ultra decennale dei contratti del pubblico impiego
- uso stupido degli ammortizzatori sociali, col risultato di aver azzerato in Italia ogni ricollocazione , ogni mobilità da un posto all'altro, ogni risorsa per provare qualcosa di nuovo nel mondo del lavoro
- aver convinto l'opinione pubblica che i risultati delle lotte degli anni settanta siano un danno per il Paese
- incapacità a impedire gli scioperi selvaggi nei servizi pubblici
- esclusione dei lavoratori dalla partecipazione agli utili d'impresa e dal coinvolgimento nelle politiche aziendali e industriali
- mancanza in Italia di un reddito di cittadinanza che contrasti la povertà
- avere fatto perdere alla scuola pubblica la sfida, di immagine e competitività, nei confronti della scuola privata e di quella religiosa
Oggi loro , responsabili nell'aver
indirizzato anni fa decine di migliaia di ormai ex giovani,
prevalentemente meridionali, verso la scuola e l'insegnamento, intesa
come valvola di sfogo occupazionale e , attraverso la mitizzazione
dell'intellettuale organico, come strumento di fallita egemonia
culturale nella società italiana, si trovano a dover dare alla
scuola le ultime risposte urgenti a loro disposizione, senza avere
più ministri disposti a fare da sponda e con migliaia di stabili e
precari che già di fatto si sono tramutati in “insegnanti-massa”
e quindi, prima o poi, destinati a finire in bocca a movimenti
populisti che propongano loro finte rivoluzioni.
L'UNICO RISULTATO CHE SI OTTERRA' CON
LO SCIOPERO DEL 5 MAGGIO SARA' DI RENDERE DEFINITIVO L'ISOLAMENTO
POLITICO DEGLI INSEGNANTI STABILI E DEI PRECARI. L'ALTERNATIVA E'
DIALOGARE E COLLABORARE CON CHI NON HA RESPONSABILITA' PER I DISASTRI
PASSATI E SI SFORZA DI PROPORRE QUALCOSA DI NUOVO PER LA SCUOLA, PER
RENDERLA ALL'ALTEZZA DELLE SFIDE DI OGGI (E NON DI QUELLE DEGLI ANNI
OTTANTA) . E DI MOLLARE QUEI SINDACATI CAPACI SOLO DI DIRE DEI NO E
CHE, COME SCHETTINO, SOLO UNA COSA RIESCONO A FARE BENE: ORGANIZZARE
SPETTACOLI (SCHETTINO SULLA NAVE, I SINDACATI IN PIAZZA SAN GIOVANNI)
PRIMA CHE LA BARCA AFFONDI.
venerdì 12 settembre 2014
NON SI PUO' FARE UN "PATTO EDUCATIVO" CON GLI INSEGNANTI CHE UNA VOLTA ASSUNTI SI METTONO SUBITO IN MALATTIA E PUNTANO AL TRASFERIMENTO. A PARTE TUTTI GLI ALTRI DISCORSI, COSA SAPREBBERO INSEGNARE AI NOSTRI FIGLI? CHE E' GIUSTO RIMEDIARE UN POSTO FISSO SOLO PER FREGARE LO STATO? IL GOVERNO ADOTTI LE OPPORTUNE PRECAUZIONI E TUTELI LE FAMIGLIE PRIMA DI PROVOCARE UN DISASTRO!
da www.ilgiornale.it
La scuola riparte nel caos: decine di insegnanti malati
Inizia l'anno e molti docenti hanno già chiesto un periodo di congedo Scontro sul sistema delle graduatorie. Salvini: «Lombardia penalizzata»
La questione sulle nuove assunzioni nel mondo della scuola continua. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, lancia la campagna contro chi cerca solo il posto fisso e non il lavoro, problema già evidenziato prima dal Giornale e poi da Repubblica : «Bisogna tornare al sistema precedente di assunzioni su base provinciale: su 174 neoassunti in provincia di Milano, 174 vengono da altre zone - ha attaccato - questa è la dimostrazione del fallimento della politica scolastica di Renzi, perché così si penalizzano sia i lombardi che chi ha deciso anni fa di spostarsi in Lombardia e aspettare il suo turno». Le scuole, inoltre, non sono nemmeno cominciate e sono già decine le richieste di periodi di malattia o di poter assistere un parente disabile: «Ho parlato con il Provveditore e come Lega chiederemo la verifica a tappeto su tutti quelli che hanno presentato richieste del genere, anche perché non si tratta di un problema solo della scuola: per gli infermieri e per i vigili del fuoco in Lombardia siamo costantemente sotto organico perché le persone arrivano qui e, dopo il periodo minimo di attesa, chiedono il riavvicinamento, spesso in regioni del sud, ma se avevi il parente disabile a Crotone lo sapevi pure prima».
Per ottenere il ritorno al modello precedente le camicie verdi hanno pronte le richieste su carta per Camera, Senato e Regione. Tra le altre, ha specificato Massimiliano Romeo, consigliere leghista in Regione, «chiediamo che vengano ristabiliti una volta per tutte i 5 anni di permanenza nella provincia di prima nomina di ruolo, il tutto finalizzato a garantire la continuità didattica».
Sulla scuola comunque il problema è più sentito perché, quest'anno in particolare, c'è il rischio di centinaia di cattedre vuote: sono talmente tanti quelli che tentano di usufruire delle comodità date dal posto fisso, che non si sa nemmeno se si troveranno abbastanza supplenti.
E non è nemmeno un problema solo di chi viene da altre regioni, è proprio il settore scolastico a essere usato come ammortizzatore sociale: «Ieri ci sono state le convocazioni per il codice Z43, cioè gli insegnanti di italiano per le medie, in tutto 300 e se ne sono presentati 2 di cui ha scelto un posto soltanto uno - racconta Massimiliano Sambruna della Cisl - e questi sono gli ultimi della graduatoria a esaurimento, quindi quelli iscritti da anni non gli ultimi arrivati, io mi chiedo: se possono rifiutare il lavoro cos'è ne hanno un altro? E se anche così non fosse, non è possibile studiare degli strumenti per cui se rifiuti il posto, poi non puoi rientrare subito in graduatoria? Perché l'insegnamento deve essere una scelta seria, non un ripiego, bisogna mettere dei limiti». A rispondere a Salvini, il segretario del Pd lombardo Alessandro Alfieri: «Lui specula sulle preoccupazioni di genitori e studenti», intanto il governo Renzi «investe sulla scuola».
Il segretario del Pd sottolinea che «il governo ha deciso di assumere 150mila insegnanti perchè vuole investire sulla scuola e ridare dignità a queste persone. Iniziativa che Salvini ha commentato ironicamente: «Solo 150mila? Allora io rilancio, facciamo un milione»."""""""""
Inizia l'anno e molti docenti hanno già chiesto un periodo di congedo Scontro sul sistema delle graduatorie. Salvini: «Lombardia penalizzata»
La questione sulle nuove assunzioni nel mondo della scuola continua. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, lancia la campagna contro chi cerca solo il posto fisso e non il lavoro, problema già evidenziato prima dal Giornale e poi da Repubblica : «Bisogna tornare al sistema precedente di assunzioni su base provinciale: su 174 neoassunti in provincia di Milano, 174 vengono da altre zone - ha attaccato - questa è la dimostrazione del fallimento della politica scolastica di Renzi, perché così si penalizzano sia i lombardi che chi ha deciso anni fa di spostarsi in Lombardia e aspettare il suo turno». Le scuole, inoltre, non sono nemmeno cominciate e sono già decine le richieste di periodi di malattia o di poter assistere un parente disabile: «Ho parlato con il Provveditore e come Lega chiederemo la verifica a tappeto su tutti quelli che hanno presentato richieste del genere, anche perché non si tratta di un problema solo della scuola: per gli infermieri e per i vigili del fuoco in Lombardia siamo costantemente sotto organico perché le persone arrivano qui e, dopo il periodo minimo di attesa, chiedono il riavvicinamento, spesso in regioni del sud, ma se avevi il parente disabile a Crotone lo sapevi pure prima».
Per ottenere il ritorno al modello precedente le camicie verdi hanno pronte le richieste su carta per Camera, Senato e Regione. Tra le altre, ha specificato Massimiliano Romeo, consigliere leghista in Regione, «chiediamo che vengano ristabiliti una volta per tutte i 5 anni di permanenza nella provincia di prima nomina di ruolo, il tutto finalizzato a garantire la continuità didattica».
Sulla scuola comunque il problema è più sentito perché, quest'anno in particolare, c'è il rischio di centinaia di cattedre vuote: sono talmente tanti quelli che tentano di usufruire delle comodità date dal posto fisso, che non si sa nemmeno se si troveranno abbastanza supplenti.
E non è nemmeno un problema solo di chi viene da altre regioni, è proprio il settore scolastico a essere usato come ammortizzatore sociale: «Ieri ci sono state le convocazioni per il codice Z43, cioè gli insegnanti di italiano per le medie, in tutto 300 e se ne sono presentati 2 di cui ha scelto un posto soltanto uno - racconta Massimiliano Sambruna della Cisl - e questi sono gli ultimi della graduatoria a esaurimento, quindi quelli iscritti da anni non gli ultimi arrivati, io mi chiedo: se possono rifiutare il lavoro cos'è ne hanno un altro? E se anche così non fosse, non è possibile studiare degli strumenti per cui se rifiuti il posto, poi non puoi rientrare subito in graduatoria? Perché l'insegnamento deve essere una scelta seria, non un ripiego, bisogna mettere dei limiti». A rispondere a Salvini, il segretario del Pd lombardo Alessandro Alfieri: «Lui specula sulle preoccupazioni di genitori e studenti», intanto il governo Renzi «investe sulla scuola».
Il segretario del Pd sottolinea che «il governo ha deciso di assumere 150mila insegnanti perchè vuole investire sulla scuola e ridare dignità a queste persone. Iniziativa che Salvini ha commentato ironicamente: «Solo 150mila? Allora io rilancio, facciamo un milione»."""""""""
venerdì 5 settembre 2014
“BLOCCO CONTRATTUALE” PER GLI STATALI FINO AL 2015: DOV'E' LA NOTIZIA?E' UN' ALTRA: FINO A IERI GLI STATALI ERANO PRESI PER IL CULO DIRETTAMENTE DAI GOVERNI. ORA NON PIU': CI PENSERANNO GLI “UOMINI IN DIVISA”.
Ci eravamo dimenticati dell'esistenza
dei Sindacati del lavoro pubblico. Non si sentivano più in giro.
Poi, all'improvviso una non notizia (il blocco degli aumenti, se
ricordate (DEF aprile 2014), è quasi sicuro fino al 2020 per motivi
di finanza pubblica) ha fornito nuovo materiale per i quotidiani di
gossip politico.La ragione è semplice: di cosa si sarebbero
altrimenti occupati nei prossimi 6 anni i sindacati?come noto, Renzi
ha cambiato stile. Non più tavoli e consultazioni coi sindacati ma
richiesta diretta ai lavoratori di pareri e proposte. Volontà di
eludere ed elidere i corpi intermedi? No, semplicemente non perdere
tempo e non farsi deviare dai corpi morti più o meno intermedi, più
o meno rappresentativi.Divertente. Gli hanno obbiettato che con le
riforme istituzionali non si mangia e lui reagisce rifiutandosi di
masticare carne defunta. Ovviamente è partita la rituale
proclamazione di preavvisi di sciopero la quale però è stata
immediatamente sovrastata da un pronunciamento golpista e fascistoide
di sindacati e Cocer degli uomini in divisa. Che tra parentesi (e
neanche tanto) minacciano , di fatto, di violare la Costituzione ,
dato che ci risulta che determinate categorie di servitori dello
Stato non abbiano diritto di sciopero. E di operare una grande
mistificazione, visto che si tratta di categorie lasciate fuori dalla
contrattualizzazione del pubblico impiego.Ricordate gli applausi agli
agenti inquisiti per gravi reati durante un congresso di un sindacato
autonomo di polizia? Altro che le patetiche banane di Tavecchio...E
qui ,sorpresa: è stata pubblicizzata una immediata disponibilità
all'incontro, seppure scevra da tentazioni di cedere al ricatto.
Anche i sindacati del lavoro pubblico erano stati incontrati, ma solo
dalla Madia e non personalmente da Renzi e con modalità sbrigative e
disillusorie. Gli uomini in divisa invece no. Saranno ricevuti
“personalmente” dal Premier e non solo e tanto dai vari Ministri
competenti.Questa disponibilità temperata dalla contestuale
sottolineatura che cinque polizie sono comunque troppe. Come dire:
venite pure alla riunione, anche in divisa ma attenti a quello che
dite e a dove vi sedete perchè potrebbero esserci anche per voi dei
bei forbicioni di cottarelliana fattura pronti a stagliuzzarvi le
gallonate chiappe.Beh, tutt'altra grinta rispetto alla reazione di
maniera di Alfano che l'immaginario collettivo pensa afflitto e
impaurito dalla possibilità che un bel giorno la sua scorta si
rifiuti di accompagnarlo al “lavoro”.Era aperto un tavolo presso
il suo Dicastero proprio su questi temi ma evidentemente (era
successo nei giorni scorsi anche nei suoi colloqui-bidone con le
autorità europee sulla questione Frontex) il piglio autorevole è
ancora un limite del politico che tuttavia si applica molto pur senza
immediati risultati.
Ma il dato fondamentale è che questa
differenza di trattamento tra statali e uomini in divisa (un vero e
proprio schiaffo, altro che le vignette di brunettiana memoria) è la
definitiva sepoltura di ogni e qualsiasi speranza per i lavoratori
pubblici non in divisa. Una certificazione crudele dell'inutilità
della Pubblica Amministrazione così come oggi si configura in
Italia. Quando i Sindacati pubblici urlano, imprecano e propongono lo
sciopero generale, vi prendono quindi per il culo.Il Governo
giustifica tale situazione col fatto che una comunità con un milione
di disoccupati ha altre priorità e altre urgenze. Le risorse sono
limitate e occorre fare delle scelte.Come avviene quando una
autoambulanza deve scegliere a chi prestare prima le cure, nel caso
abbia davanti più feriti.Si dice: non è vero. Le risorse per
“curare” anche gli altri ci sarebbero ma non c'è la volontà
politica di reperirle.In particolare si evoca la triade “evasione
fiscale,società partecipate, corruzione”. Questo governo è in
carica da 6 mesi, i suoi ministri sono giovani o per lo più estranei
o ininfluenti rispetto agli assetti politici precedenti. Hanno
promesso di mettere le mani in quelle tre problematiche e qualcosa,
in 6 mesi, hanno iniziato a fare. Se tra 1000 giorni riusciranno a
tener fede agli annunci bene. Altrimenti Renzi vedrà dissolversi il
suo 40% e al governo avremo Grillo o il Centro Destra o addirittura
avremo la Troika a comandare sull'economia italiana.La domanda allora
è: era ed è possibile entro dicembre (tra 3 mesi) far saltar fuori
da “evasione fiscale,società partecipate, corruzione” i miliardi
per aumentare di 100 euro al mese lo stipendio di tutti gli
statali?Perchè di questo tipo di aumento si tratterebbe. Ci sembra
improbabile. E allora di cosa stiamo parlando? Le risorse per le
150.000 assunzioni nella scuola (non immediate ma a partire dal
settembre 2015 e diluite in tre anni) verranno dalla Spending Review,
se riuscirà. Taglio del 3% a tutti i Ministeri di spesa. Tagli
lineari (obbligati, come più volte solo noi abbiamo sostenuto,
perchè i tagli mirati non sono attuabili in un paese di lobby e
mafie come l'Italia). Apriti cielo!“evasione fiscale,società
partecipate, corruzione”: in aggiunta ai soldi per gli aumenti
degli stipendi pubblici dovrebbero vedere il recupero di risorse
anche per le assunzioni degli insegnanti precari. Se fosse questione
di sola volontà politica (e non invece come pensiamo noi di
oggettiva impossibilità tecnica di ottenere risultati a breve
termine in una situazione tipica di buoi scappati) qualcuno ci sa
indicare quale schieramento politico realisticamente, vincendo le
elezioni, avrebbe potuto, potrebbe o potrà in tre mesi tirar fuori
tutte queste risorse? Ma siete sicuri che ancora in Italia vi siano
tutti questi soldi o che invece non siano stati già portati
altrove?Non credete che la risposta non sia nel passato ma nel
futuro, nel riorganizzare il Fisco,i Servizi Pubblici e gli appalti
pubblici?e soprattutto, in misure shock, immediate, per fronteggiare
l'emergenza occupazionale non con assunzioni pubbliche ma mettendo le
imprese in condizione di lavorare in Italia? Ma i Sindacati del
Pubblico Impiego si accontenterebbero di meno: che la Corte
costituzionale dichiari illegittimo il blocco dei contratti (e poi,
da dove uscirebbero fuori i soldi?) e che riesca uno sciopero
generale, cioè che ogni lavoratore butti via una giornata di
retribuzione, equivalente a una frazione mensile dell'aumento
contrattuale, facendo risparmiare il governo, come tutti sanno. Anzi,
potrebbe essere una idea: un mese di sciopero generale (d'accordo col
Governo). Col risparmio il Governo potrebbe rinnovare i contratti,
concedere gli aumenti, far vincere politicamente i sindacati. Solo
che il singolo lavoratore alla fine dell'anno si troverebbe con lo
stesso reddito di prima.O forse non sciopererebbe nessuno, cercando
di fregare i colleghi costruendosi un aumento col sacrificio altrui.
Ma a parte questi scenari tragicomici,
è l'inadeguatezza politica dei sindacati che fa piangere. I
Sindacati dovrebbero essere i primi sostenitori dei tagli e delle
riforme perchè gli sprechi sono contro i lavoratori, così come una
PA inefficiente. I sindacati della scuola dovrebbero porre il
problema del numero eccessivo degli insegnanti , nonostante queste
150.000 annunciate assunzioni e sostenere una vera riforma che porti
la scuola italiana all'altezza degli standard europei.
Ma anche sugli uomini in divisa questa
bagarre sta occultando alcune questioni di fondo.Una sola Polizia al
posto di cinque, l'aumento degli stipendi ai poliziotti
ridimensionando quelli dei dirigenti di polizia, la costruzione di
nuove carceri, l'adozione di un modello all'americana relativamente
al diritto del cittadino di armarsi. In Italia c'è troppa polizia .
Ridurre il numero,pagarli meglio, educare il cittadino alla difesa
personale.Non c'è sicurezza, è un fatto incontestabile. Se il
cittadino potesse proteggersi da solo, minacce incostituzionali di
sciopero delle forze dell'ordine sarebbero irrilevanti.Come al solito
in Italia vi sono categorie che cercano di approfittare di ritardi
dello Stato.
Analogamente per la difesa. Nella quale
albergano ancora troppi papaveri, imboscati e parassiti.Vedremo se
effettivamente questi soldi saranno stati in questi decenni ben spesi
quando , come sta accadendo ora, prenderà corpo il rischio di
attentati terroristici interni, o di attacchi da sud o da est da
parte di fondamentalisti e tagliagole. Il cittadino italiano medio è
concretamente oggi in grado, in caso di necessità, di difendere sé
stesso, la sua Famiglia e la Patria imbracciando un' arma, al pari di
quanto avviene in altri paesi?PA, Scuola, Difesa: la domanda è
sempre la stessa. Si tratta di organizzazioni efficienti?Utili?Che
giustifichino il carico fiscale sui cittadini?Il problema, come si
vede, è un po' più complesso e grave dei 100 euro in più nello
stipendio e dell'appartenenza o meno al ceto medio di chi lavora in
questi settori.
Così come, parlando della riforma
della PA, dobbiamo decidere se perdere ancora tempo dietro a sogni
irrealizzabili come si è fatto negli ultimi 40 anni o se è arrivata
ora di intraprendere altre strade .La lotta all'evasione fiscale
(fenomeno storicamente speculare e legato, non dimentichiamolo,
all'indebitamento pubblico e alle assunzioni clientelari soprattutto
a beneficio del Mezzogiorno nella Pubblica Amministrazione) è
fallita perchè è il sistema fiscale che ha assunto caratteristiche
demenziali. L'idea della Flat Tax è ottima e a chi obbietta la
violazione del principio di progressività (obiezione a cui già
qualificati esperti hanno replicato ipotizzando correttivi sul piano
della modulazione diversificata delle detrazioni) ripetiamo quanto
affermato relativamente all'adozione dello Spoils-System per i
dirigenti pubblici: è una buona occasione per cambiare la
Costituzione. Le conseguenze, relativamente al futuro dell'Agenzia
delle Entrate e ai concorsi per dirigenti, sono ovvie, dal nostro
punto di vista. Certo, se ciò si realizzasse crollerebbe tutto un
mondo di commercialisti, tributaristi, dirigenti-funzionari che
arrotondano da consulenti, sindacati che hanno alimentato contenziosi
giudiziari,corruzione, ecc. Tra non molto i dirigenti scolastici
decideranno sugli scatti di merito degli insegnanti. Bene, era ora.
Però non basta. Occorrerà che entrambe le figure si aggiornino e
riqualifichino (sì, proprio come si fa con il vecchiume nei centri
storici). E lo stesso nella amministrazione della giustizia. Solo
noi, francamente, abbiamo sempre sostenuto che la riorganizzazione di
quel personale è indispensabile. Ma soprattutto la digitalizzazione
accompagnata dal blocco del turn over. Il futuro è nella diminuzione
del personale in tutta la PA attraverso un utilizzo oculato
dell'informatica e un conseguente risparmio.E se ciò provocasse la
riduzione del numero dei tesserati ai Sindacati, chissenefrega,
meglio così che pesare sull'esistenza dei cittadini.. Se (e non
siamo d'accordo) gli 80 euro vengono considerati una elemosina, cosa
sarebbero invece 100 euro di aumento contrattuale, una botta di
vita?Ma non fateci ridere!Anche qui, è ora di innovare. Guardare in
faccia alla realtà. Chi non è d'accordo in teoria su un aumento di
stipendio a favore di un onesto lavoratore pubblico? Tutti lo siamo.
Ma occorre vedere se ci sono i soldi e se quelli previsti in futuro
siano probabili e veri.L'Italia è un Paese in cui occorre che si
riprenda a creare ricchezza.Se gli espropri proletari non si
realizzano neppure a Cuba o in Cina ci sarà un motivo. E quindi è
difficile che si realizzino in Italia con patrimoniali o prelievi
notturni alla Giuliano Amato o massacrando i proprietari di immobili.
Occorre una giustizia e una equità retributiva, certamente. Ma in
nessun paese del mondo uno si arricchisce facendo l'impiegato
statale. Se, come legittimo, un dipendente pubblico ambisce a
guadagnare di più è giusto , come avviene ora , che lavori in nero
(o peggio, vada in cerca di bustarelle) o non sarebbe meglio che alla
luce del sole, in deroga al principio di esclusività, gli fosse
consentito, pagando le tasse, di fare un secondo lavoro nel privato
o, ancor meglio, di guardarsi intorno e cercare di diventare
imprenditore, lasciando la PA? Avendo veramente più soldi in tasca
da spendere per sostenere consumi e domanda interna?La
Costituzione'Cambiamola, no?Le riforme a che servono, se non a vivere
meglio?La contrattazione pubblica? Ricordate? Solo noi avevamo detto
che era una cagata pazzesca (e, non a caso, nel Pubblico Impiego, le
categorie “forti” se ne sono tirati fuori...).Abbiamo fiducia che
l'Italia emersa dalle recenti elezioni europee abbia colto queste
esigenze e che sosterrà scelte coraggiose e ineludibili. Solo una
richiesta facciamo a Renzi: accelera su riforma fiscale e del lavoro,
perchè è questo che veramente interessa alla gente.
giovedì 10 luglio 2014
RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:TUTTI LO PENSANO MA NESSUNO HA IL CORAGGIO DI DIRLO. COME AFFERMO' REAGAN PER GLI USA, ANCHE IN ITALIA LO STATO E' IL PROBLEMA, NON LA SOLUZIONE.L'UNICA POSSIBILITA' PER IL LAVORATORE PUBBLICO DI CONSERVARE IL POSTO DI LAVORO E DI AVERE STIPENDI PIU' ALTI E' DI CONVINCERE L'OPINIONE PUBBLICA DI SERVIRE A QUALCOSA IN UNA ORGANIZZAZIONE RINNOVATA PER FINANZIARE LA QUALE IL CONTRIBUENTE CONDIVIDA CHE VALGA LA PENA PAGARE LE TASSE. PARTIRE DUNQUE DALLA VERITA', NON DALLE MENZOGNE CHE I SINDACATI DEL LAVORO PUBBLICO STANNO PROPINANDO AI LAVORATORI E AI POLITICI, SOSTENENDO TESI INDIFENDIBILI E DESTINATE ALLA SCONFITTA. SAREBBERO DISPOSTI A MORIRE PUR DI SERVIRE FINO ALL'ULTIMO I LORO VERI PADRONI, I CATTIVI DIRIGENTI PUBBLICI , A LORO VOLTA BUONI SOLO, IN QUALSIASI STAGIONE E INDIPENDENTEMENTE DALLA BANDIERA, A PROPORSI COME ZERBINI DELLA CATTIVA POLITICA, PUR DI CONSERVARE LA PROPRIA POLTRONA LAUTAMENTE STIPENDIATA . QUANDO INVOCATE , A DIFESA DEL VECCHIO, I PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA, SIAMO SICURI CHE I POVERI PADRI COSTITUENTI SI RIVOLTANO NELLA TOMBA. VERGOGNATEVI , PARASSITI FANNULLONI. I LAVORATORI SAPRANNO, UTILIZZANDO UN BUON INSETTICIDA, LIBERARSI DI VOI PURIFICANDO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, BENE COMUNE.
lunedì 2 giugno 2014
L'AGL SOSTIENE "SENZA SE E SENZA MA" I 44 PUNTI DEL GOVERNO RENZI SULLA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
"""""Vogliamo fare sul serio.
L'Italia ha potenzialità incredibili. Se finalmente riusciamo a mettere in ordine le regole del gioco
(dalla politica alla burocrazia, dal fisco alla giustizia) torniamo rapidamente fra i Paesi leader del
mondo. Il tempo della globalizzazione ci lascia inquieti ma è in realtà una gigantesca opportunità per
l'Italia e per il suo futuro. Non possiamo perdere questa occasione.
Vogliamo fare sul serio, dobbiamo fare sul serio.
Il Governo ha scelto di dare segnali concreti. Questioni ferme da decenni si stanno finalmente
dipanando. Il superamento del bicameralismo perfetto, la semplificazione del Titolo V della
Costituzione e i rapporti tra Stato e Regioni, l'abolizione degli enti inutili, la previsione del ballottaggio
per assicurare un vincitore certo alle elezioni, l'investimento sull'edilizia scolastica e sul dissesto
idrogeologico, il nuovo piano di spesa dei fondi europei, la restituzione di 80 euro netti mensili a chi
guadagna poco, la vendita delle auto blu, i primi provvedimenti per il rilancio del lavoro, la riduzione
dell'IRAP per le imprese. Sono tutti tasselli di un mosaico molto chiaro: vogliamo ricostruire un'Italia
più semplice e più giusta. Dove ci siano meno politici e più occupazione giovanile, meno burocratese e
più trasparenza. In tutti i campi, in tutti i sensi.
Fare sul serio richiede dunque un investimento straordinario sulla Pubblica Amministrazione. Diverso
dal passato, nel metodo e nel merito.
Nel metodo: non si fanno le riforme della Pubblica Amministrazione insultando i lavoratori pubblici.
Che nel pubblico ci siano anche i fannulloni è fatto noto. Meno nota è la presenza di tantissime persone
di qualità che fino ad oggi non sono mai state coinvolte nei processi di riforma. Persone orgogliose di
servire la comunità e che fanno bene il proprio lavoro.
Compito di chi governa non è lamentarsi, ma cambiare le cose. Per questo noi, anziché cullarci nella
facile denuncia, sfidiamo in positivo le lavoratrici e i lavoratori volenterosi. Siete protagonisti della
riforma della Pubblica Amministrazione.
Nel merito: abbiamo maturato alcune idee concrete. Prima di portarle in Parlamento le offriamo
per un mese alla discussione dei soggetti sociali protagonisti e di chiunque avrà suggerimenti, critiche,
proposte e alternative. Abbiamo le idee e siamo pronti a intervenire. Ma non siamo arroganti e quindi ci
confronteremo volentieri, dando certezza dei tempi.
Le nostre linee guida sono tre.
1. Il cambiamento comincia dalle persone. Abbiamo bisogno di innovazioni strutturali:
programmazione strategica dei fabbisogni; ricambio generazionale, maggiore mobilità, mercato
del lavoro della dirigenza, misurazione reale dei risultati, conciliazione dei tempi di vita e di
lavoro, asili nido nelle amministrazioni.
2. Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione. Non possiamo più permetterci nuovi
tagli orizzontali, senza avere chiari obiettivi di riorganizzazione. Ma dobbiamo cancellare i
doppioni, abolendo enti che non servono più e che sono stati pensati più per dare una poltrona
agli amici degli amici che per reali esigenze dei cittadini. O che sono semplicemente non più
efficienti come nel passato. 3. Gli Open Data come strumento di trasparenza. Semplificazione e digitalizzazione dei
servizi. Possiamo utilizzare le nuove tecnologie per rendere pubblici e comprensibili i dati di
spesa e di processo di tutte le amministrazioni centrali e territoriali, ma anche semplificare la
vita del cittadini: mai più code per i certificati, mai più file per pagare una multa, mai più moduli
diversi per le diverse amministrazioni.
Ciascuna di queste tre linee guida richiede provvedimenti concreti.
Ne indichiamo alcuni su cui il Governo intende ascoltare la voce diretta dei protagonisti a cominciare
dai dipendenti pubblici e dai loro veri datori di lavoro: i cittadini.
Il cambiamento comincia dalle persone
1) abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, sono oltre 10.000 posti in più per giovani nella
p.a., a costo zero
2) modifica dell'istituto della mobilità volontaria e obbligatoria
3) introduzione dell’esonero dal servizio
4) agevolazione del part-time
5) applicazione rigorosa delle norme sui limiti ai compensi che un singolo può percepire dalla pubblica
amministrazione, compreso il cumulo con il reddito da pensione
6) possibilità di affidare mansioni assimilabili quale alternativa opzionale per il lavoratore in esubero
7) semplificazione e maggiore flessibilità delle regole sul turn over fermo restando il vincolo sulle
risorse per tutte le amministrazioni
8) riduzione del 50% del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego
9) introduzione del ruolo unico della dirigenza
10) abolizione delle fasce per la dirigenza, carriera basata su incarichi a termine
11) possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico, oltre un termine
12) valutazione dei risultati fatta seriamente e retribuzione di risultato erogata anche in funzione
dell’andamento dell’economia
13) abolizione della figura del segretario comunale
14) rendere più rigoroso il sistema di incompatibilità dei magistrati amministrativi
15) conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni
Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione
16) riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando gli oltre 20 enti che svolgono
funzioni simili, per dare vita a centri di eccellenza
17) gestione associata dei servizi di supporto per le amministrazioni centrali e locali (ufficio per il
personale, per la contabilità, per gli acquisti, ecc.)
18) riorganizzazione del sistema delle autorità indipendenti
19) soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione e attribuzione delle funzioni alla
Banca d'Italia
20) centrale unica per gli acquisti per tutte le forze di polizia
21) abolizione del concerto e dei pareri tra ministeri, un solo rappresentante dello Stato nelle
conferenze di servizi, con tempi certi
22) leggi auto-applicative; decreti attuativi, da emanare entro tempi certi, solo se strettamente
necessari
23) controllo della Ragioneria generale dello Stato solo sui profili di spesa
24) divieto di sospendere il procedimento amministrativo e di chiedere pareri facoltativi salvo casi
gravi, sanzioni per i funzionari che lo violano
25) censimento di tutti gli enti pubblici
26) una sola scuola nazionale dell’Amministrazione
27) accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione civile
28) riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio (es. ragionerie provinciali e sedi regionali
Istat) e riduzione delle Prefetture a non più di 40 (nei capoluoghi di regione e nelle zone più
strategiche per la criminalità organizzata)
29) eliminazione dell'obbligo di iscrizione alle camere di commercio
30) accorpamento delle sovrintendenze e gestione manageriale dei poli museali
31) razionalizzazione delle autorità portuali
32) modifica del codice degli appalti pubblici
33) inasprimento delle sanzioni, nelle controversie amministrative, a carico dei ricorrenti e degli
avvocati per le liti temerarie 34) modifica alla disciplina della sospensione cautelare nel processo amministrativo, udienza di merito
entro 30 giorni in caso di sospensione cautelare negli appalti pubblici, condanna automatica alle spese
nel giudizio cautelare se il ricorso non è accolto
35) riforma delle funzioni e degli onorari dell’Avvocatura generale dello Stato
36) riduzione delle aziende municipalizzate
Gli Open Data come strumento di trasparenza. Semplificazione e digitalizzazione dei
servizi
37) introduzione del Pin del cittadino: dobbiamo garantire a tutti l’accesso a qualsiasi servizio pubblico
attraverso un'unica identità digitale
38) trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche: il sistema Siope diventa “open data”
39) unificazione e standardizzazione della modulistica in materia di edilizia ed ambiente
40) concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica per tutte le amministrazioni
41) unificazione e interoperabilità delle banche dati (es. società partecipate)
42) dematerializzazione dei documenti amministrativi e loro pubblicazione in formato aperto
43) accelerazione della riforma fiscale e delle relative misure di semplificazione
44) obbligo di trasparenza da parte dei sindacati: ogni spesa online
Sarà per noi importante leggere le Vostre considerazioni, le Vostre proposte, i Vostri suggerimenti.
Scriveteci all'indirizzo rivoluzione@governo.it
La consultazione sarà aperta dal 30 aprile al 30 maggio. Nei giorni successivi il Governo predisporrà le
misure che saranno approvate dal Consiglio dei Ministri venerdì 13 giugno 2014.
Grazie di cuore e, naturalmente, buon lavoro.
Matteo Renzi Marianna Madia"""""
L'Italia ha potenzialità incredibili. Se finalmente riusciamo a mettere in ordine le regole del gioco
(dalla politica alla burocrazia, dal fisco alla giustizia) torniamo rapidamente fra i Paesi leader del
mondo. Il tempo della globalizzazione ci lascia inquieti ma è in realtà una gigantesca opportunità per
l'Italia e per il suo futuro. Non possiamo perdere questa occasione.
Vogliamo fare sul serio, dobbiamo fare sul serio.
Il Governo ha scelto di dare segnali concreti. Questioni ferme da decenni si stanno finalmente
dipanando. Il superamento del bicameralismo perfetto, la semplificazione del Titolo V della
Costituzione e i rapporti tra Stato e Regioni, l'abolizione degli enti inutili, la previsione del ballottaggio
per assicurare un vincitore certo alle elezioni, l'investimento sull'edilizia scolastica e sul dissesto
idrogeologico, il nuovo piano di spesa dei fondi europei, la restituzione di 80 euro netti mensili a chi
guadagna poco, la vendita delle auto blu, i primi provvedimenti per il rilancio del lavoro, la riduzione
dell'IRAP per le imprese. Sono tutti tasselli di un mosaico molto chiaro: vogliamo ricostruire un'Italia
più semplice e più giusta. Dove ci siano meno politici e più occupazione giovanile, meno burocratese e
più trasparenza. In tutti i campi, in tutti i sensi.
Fare sul serio richiede dunque un investimento straordinario sulla Pubblica Amministrazione. Diverso
dal passato, nel metodo e nel merito.
Nel metodo: non si fanno le riforme della Pubblica Amministrazione insultando i lavoratori pubblici.
Che nel pubblico ci siano anche i fannulloni è fatto noto. Meno nota è la presenza di tantissime persone
di qualità che fino ad oggi non sono mai state coinvolte nei processi di riforma. Persone orgogliose di
servire la comunità e che fanno bene il proprio lavoro.
Compito di chi governa non è lamentarsi, ma cambiare le cose. Per questo noi, anziché cullarci nella
facile denuncia, sfidiamo in positivo le lavoratrici e i lavoratori volenterosi. Siete protagonisti della
riforma della Pubblica Amministrazione.
Nel merito: abbiamo maturato alcune idee concrete. Prima di portarle in Parlamento le offriamo
per un mese alla discussione dei soggetti sociali protagonisti e di chiunque avrà suggerimenti, critiche,
proposte e alternative. Abbiamo le idee e siamo pronti a intervenire. Ma non siamo arroganti e quindi ci
confronteremo volentieri, dando certezza dei tempi.
Le nostre linee guida sono tre.
1. Il cambiamento comincia dalle persone. Abbiamo bisogno di innovazioni strutturali:
programmazione strategica dei fabbisogni; ricambio generazionale, maggiore mobilità, mercato
del lavoro della dirigenza, misurazione reale dei risultati, conciliazione dei tempi di vita e di
lavoro, asili nido nelle amministrazioni.
2. Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione. Non possiamo più permetterci nuovi
tagli orizzontali, senza avere chiari obiettivi di riorganizzazione. Ma dobbiamo cancellare i
doppioni, abolendo enti che non servono più e che sono stati pensati più per dare una poltrona
agli amici degli amici che per reali esigenze dei cittadini. O che sono semplicemente non più
efficienti come nel passato. 3. Gli Open Data come strumento di trasparenza. Semplificazione e digitalizzazione dei
servizi. Possiamo utilizzare le nuove tecnologie per rendere pubblici e comprensibili i dati di
spesa e di processo di tutte le amministrazioni centrali e territoriali, ma anche semplificare la
vita del cittadini: mai più code per i certificati, mai più file per pagare una multa, mai più moduli
diversi per le diverse amministrazioni.
Ciascuna di queste tre linee guida richiede provvedimenti concreti.
Ne indichiamo alcuni su cui il Governo intende ascoltare la voce diretta dei protagonisti a cominciare
dai dipendenti pubblici e dai loro veri datori di lavoro: i cittadini.
Il cambiamento comincia dalle persone
1) abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, sono oltre 10.000 posti in più per giovani nella
p.a., a costo zero
2) modifica dell'istituto della mobilità volontaria e obbligatoria
3) introduzione dell’esonero dal servizio
4) agevolazione del part-time
5) applicazione rigorosa delle norme sui limiti ai compensi che un singolo può percepire dalla pubblica
amministrazione, compreso il cumulo con il reddito da pensione
6) possibilità di affidare mansioni assimilabili quale alternativa opzionale per il lavoratore in esubero
7) semplificazione e maggiore flessibilità delle regole sul turn over fermo restando il vincolo sulle
risorse per tutte le amministrazioni
8) riduzione del 50% del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego
9) introduzione del ruolo unico della dirigenza
10) abolizione delle fasce per la dirigenza, carriera basata su incarichi a termine
11) possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico, oltre un termine
12) valutazione dei risultati fatta seriamente e retribuzione di risultato erogata anche in funzione
dell’andamento dell’economia
13) abolizione della figura del segretario comunale
14) rendere più rigoroso il sistema di incompatibilità dei magistrati amministrativi
15) conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni
Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione
16) riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando gli oltre 20 enti che svolgono
funzioni simili, per dare vita a centri di eccellenza
17) gestione associata dei servizi di supporto per le amministrazioni centrali e locali (ufficio per il
personale, per la contabilità, per gli acquisti, ecc.)
18) riorganizzazione del sistema delle autorità indipendenti
19) soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione e attribuzione delle funzioni alla
Banca d'Italia
20) centrale unica per gli acquisti per tutte le forze di polizia
21) abolizione del concerto e dei pareri tra ministeri, un solo rappresentante dello Stato nelle
conferenze di servizi, con tempi certi
22) leggi auto-applicative; decreti attuativi, da emanare entro tempi certi, solo se strettamente
necessari
23) controllo della Ragioneria generale dello Stato solo sui profili di spesa
24) divieto di sospendere il procedimento amministrativo e di chiedere pareri facoltativi salvo casi
gravi, sanzioni per i funzionari che lo violano
25) censimento di tutti gli enti pubblici
26) una sola scuola nazionale dell’Amministrazione
27) accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione civile
28) riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio (es. ragionerie provinciali e sedi regionali
Istat) e riduzione delle Prefetture a non più di 40 (nei capoluoghi di regione e nelle zone più
strategiche per la criminalità organizzata)
29) eliminazione dell'obbligo di iscrizione alle camere di commercio
30) accorpamento delle sovrintendenze e gestione manageriale dei poli museali
31) razionalizzazione delle autorità portuali
32) modifica del codice degli appalti pubblici
33) inasprimento delle sanzioni, nelle controversie amministrative, a carico dei ricorrenti e degli
avvocati per le liti temerarie 34) modifica alla disciplina della sospensione cautelare nel processo amministrativo, udienza di merito
entro 30 giorni in caso di sospensione cautelare negli appalti pubblici, condanna automatica alle spese
nel giudizio cautelare se il ricorso non è accolto
35) riforma delle funzioni e degli onorari dell’Avvocatura generale dello Stato
36) riduzione delle aziende municipalizzate
Gli Open Data come strumento di trasparenza. Semplificazione e digitalizzazione dei
servizi
37) introduzione del Pin del cittadino: dobbiamo garantire a tutti l’accesso a qualsiasi servizio pubblico
attraverso un'unica identità digitale
38) trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche: il sistema Siope diventa “open data”
39) unificazione e standardizzazione della modulistica in materia di edilizia ed ambiente
40) concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica per tutte le amministrazioni
41) unificazione e interoperabilità delle banche dati (es. società partecipate)
42) dematerializzazione dei documenti amministrativi e loro pubblicazione in formato aperto
43) accelerazione della riforma fiscale e delle relative misure di semplificazione
44) obbligo di trasparenza da parte dei sindacati: ogni spesa online
Sarà per noi importante leggere le Vostre considerazioni, le Vostre proposte, i Vostri suggerimenti.
Scriveteci all'indirizzo rivoluzione@governo.it
La consultazione sarà aperta dal 30 aprile al 30 maggio. Nei giorni successivi il Governo predisporrà le
misure che saranno approvate dal Consiglio dei Ministri venerdì 13 giugno 2014.
Grazie di cuore e, naturalmente, buon lavoro.
Matteo Renzi Marianna Madia"""""
lunedì 13 gennaio 2014
ADIR-AGL “UNA RACCOMANDAZIONE A RENZI: NON ASCOLTARE I CONSIGLI PELOSI DEI GROSSI E COMPROMESSI SINDACATI DELLA DIRIGENZA”
Crediamo che l'esperienza di questi
anni ci detti la regola numero uno: mai e poi mai accada che la
dirigenza pubblica, anche contro la sua volontà, si trovi ad avere
la piena responsabilità della gestione della pubblica
amministrazione. Alla dirigenza pubblica serve altro: un potere
politico che sappia e faccia il proprio mestiere, obbiettivi concreti
e misurabili, una valutazione oggettiva (mai realizzata),meritocrazia
(e non favoritismi come finora) e, soprattutto, l'adozione dello
Spoils System più che fantomatici criteri di trasparenza , di
rotazione e di selezione dei migliori irrealizzabili, come la
storia dimostra da decenni, in un sistema concepito come il nostro
attuale. La Pubblica Amministrazione italiana è ormai una specie di
area contaminata dalle radiazioni della corruzione e del servilismo
nella quale nascono mostri in spregio alle leggi della natura. In
particolare non valgono alcune regole consolidate dell'organizzazione
aziendale, ad esempio che se il dirigente è assunto a tempo
indeterminato è più motivato, investe nella sua formazione ed è
più propenso a guardare a soluzioni a più lungo termine. Macchè?
Altro che servizio alla Nazione! Se il dirigente pubblico è a tempo
indeterminato , semplicemente, cercherà di farsi innanzitutto gli
affari suoi senza limitazioni temporali e, solo invia residuale, di
non schiacciare i piedi a chi potrebbe parlare male di lui nelle alte
sfere o a fare favori “a buon rendere”. Questo è il frutto del
lavoro dei grossi (non grandi) sindacati della dirigenza che in
maniera sotterranea hanno convinto anche i più giovani che l'unica
strada che conta è quella dell'illegalità e del sopruso.
Ora che c'è la possibilità che avanzi
un innovatore ( Renzi ) in grado di scompaginare un assetto
vergognoso della dirigenza pubblica, costoro mettono le mani avanti,
chiedendo addirittura di avere posti garantiti negli uffici di
diretta collaborazione nazionali , regionali e locali (ma sulla base
di quale esperienza concreta di vita e di lavoro, quella delle
scartoffie?) che i dirigenti non vengano trasformati in “Yes men”.
Ma perché, adesso cosa sono? Degli eroi dell'imparzialità e
dell'autonomia, della legalità e del rispetto della Costituzione? Ma
non fateci ridere! E' proprio dalla realtà medievale dell'attuale
dirigenza italiana che occorre partire per attuare una vera riforma.
Spoils System (modificando la Costituzione, se necessario), dirigenti
a tempo, nominati da politici autenticamente eletti dal popolo
(riforma legge elettorale, quindi) non imparziali (nel periodo
dell'esercizio delle loro funzioni non dovranno essere giudici ma
rispettare le leggi senza favoritismi) e non distinti ma , in maniera
trasparente, leali collaboratori della politica eletta dal popolo che
li nominerà. Non certo impegnati quindi in giochini finalizzati alla
continuazione del loro potere personale anche oltre la successiva
scadenza elettorale (come oggi accade, incontestabilmente,
dapperttutto in Italia), tanto da essere disponibili anche a non
denunciare fenomeni di illegalità. Premi? Si, ma solo a chi denunci
il malaffare, al di sopra e al di sotto di loro.
Solo adesso, che siete alle strette,
vi viene in mente di copiare quanto fanno da anni in Usa e Francia?
Ma con quale coraggio evocate realtà di altri pianeti nelle quali un
dirigente pubblico medio italiano si troverebbe nell'impossibilità
di sopravvivere, come un pesce fuor d'acqua e verrebbe inviato a
friggere patatine o a raccogliere l'uva in pochi giorni?
E ancora pensate che per svicolare
dalla spending review e dagli sprechi qualcuno cada nel tranello di
dilazionare ancora i tempi di accertamento (e risarcimento alla
collettività) creando autorità “terze” ad hoc quando dovreste
invocare, invece, l'immediato intervento di Corte dei Conti e GdF?
Le prospettive della parte sana della
dirigenza pubblica italiana, in un sistema pubblico che sta
collassando, che è odiato dai cittadini in quanto tenuto in vita da
sempre più tasse, non possono che essere legate a questa doverosa
rivoluzione, l'unica che possa produrre consenso popolare e di
conseguenza assicurare un futuro vero, non tanto ai grossi sindacati
dirigenziali corresponsabili dello sfascio quanto a chi oggi,
nonostante tutto, svolge onestamente e in buona fede la professione
di dirigente.
ADIR-AGL
ALLEANZA MANAGER,
PROFESSIONISTI, ALTE PROFESSIONALITA', DIRIGENTI PUBBLICI E PRIVATI
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