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ALCON-AGL E' COMPARTO DI AGL (AGL , Alleanza Generale del Lavoro (confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano, presso A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it )

mercoledì 22 agosto 2012

A POCHI GIORNI DALLA RIAPERTURA DELLE SCUOLE...BASTEREBBE CHE MONTI SI PREOCCUPASSE DELL'ISTRUZIONE PUBBLICA COSI' COME (CONVEGNO DI CL) HA DETTO DI AVERE A CUORE QUELLA PRIVATA.

Nuovo anno scolastico, nuovo Ministro, soliti problemi.
Molti lavoratori della scuola ad oggi non sanno dove inizieranno a lavorare perchè mancano ancora indicazioni definitive sulle assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni di docenti e personale non docente.E' ancora irrisolta la vicenda degli insegnanti "inidonei" che per questo verranno assegnati a compiti tecnici e amministrativi. Ma questi non sono i compiti per cui sono preparati e, assieme all'inefficienza che potrà colpire gli uffici di segreteria il risultato sarà di avere meno posti per i lavoratori tecnico-amministrativi "veri".Ancora non è stato emanato il decreto per l'immissione in ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Le segreterie scolastiche, ganglio organizzativo fondamentale, potranno rimanere bloccate per carenza di dirigenti. Infatti non dappertutto sono presenti assistenti amministrativi abilitati a sostituire i direttori dei servizi generali e amministrativi vacanti e ancora da nominare.

lunedì 13 agosto 2012

E SE AVESSIMO TROVATO IL BENE DA ESPORTARE DI CUI IL GOVERNO BRASILIANO NON RIUSCIREBBE A FARE A MENO? E GLI ORGANIZZATORI DI SCIOPERI DI CUI AVREBBERO BISOGNO I LAVORATORI ITALIANI?


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/08/13/Brasile-sindacati-contro-Dilma-rossa_7339099.html
Brasile: i dipendenti pubblici (in 350.000) scioperano da tre mesi contro la linea dura della Presidente Roussef. Le due maggiori centrali sindacali (quella legata al partito di maggioranza e quella legata all'opposizione) hanno firmato un comunicato congiunto contro il governo brasiliano.E appoggiano la continuazione dello sciopero, aspettando che il governo ceda.
Italia: i dipendenti pubblici (in 3.250.000) forse, non tutti, faranno un giorno di sciopero a settembre contro il governo. La prospettiva è nota: il governo italiano vuole farne fuori 250.000 circa, in una maniera o nell'altra, per scendere sotto la soglia psicologica dei 3 milioni.Ad agosto sono stati fatti sit-in e flash-mob.Tutti i leader sindacali hanno curato di farsi filmare o fotografare davanti al Palazzo, poi se ne sono andati in ferie.
Brasile: i sindacati, alla luce del sole, fanno capire se stanno con la maggioranza o con l'opposizione. E quando c'è da fare uno sciopero, lo indicono, lo fanno durare quanto serve e sono uniti nel sostenerlo.
Italia: i sindacati sono tutti "autonomi" dalla politica e dai partiti. Non dichiarano con chi stanno. I lavoratori lo sanno ma fanno finta di non saperlo (noi pure, ma non lo diciamo, altrimenti ci annoverano nell'Antipolitica).Quando c'è da prendere posizione a parole contro il governo Monti tutti lo fanno, quando c'è da decidere e attuare uno sciopero, chi ha la forza organizzativa per farlo riuscire (le altre organizzazioni più piccole sono solo comparse) oscilla tra due estremi: o non lo ritiene utile o al massimo ne fa uno generale di un giorno ma non prima di tre mesi. Pertanto un vero sciopero non inizia mai e in Italia da anni non si è vista una astensione dal lavoro ad oltranza.
L'unico sciopero che da anni ha fatto veramente paura è quello dei 12.000 operai dell'ILVA di Taranto che, non a caso , è stato fortemente agevolato (c'è chi ha detto: "promosso") dall'Azienda stessa per ovvi interessi.
Facciamo quindi, provocatoriamente e ironicamente, due proposte (siamo o no in un epoca di globalizzazione? E la mobilità è o non è un valore ormai universale?):
mandiamo per un congruo periodo CGIL, CISL, UIL, UGL in Brasile affinchè la povera Presidente Roussef possa finalmente godere anche lei, come Monti, Passera, Fornero, Grilli e Patroni Griffi, di sindacati "come Dio comanda" al posto di quelli che ha in Brasile. Ma, poichè anche noi abbiamo diritto di "star bene" perchè quei sindacati brasiliani, così autonomi dalla politica non vengono, per un bel pò di tempo, ad operare in Italia sotto la direzione di un leader duro e puro come il Dott. Ferrante, Presidente dell'ILVA (ma anche ex Prefetto e quindi competente in materia di Pubblica Amministrazione) l'unico che in questi anni abbia dimostrato di saper mobilitare veramente i lavoratori ?

LOMBARDIA: AL VIA I PROGETTI PER INSEGNARE L'ITALIANO AGLI STRANIERI

Dal sito della Regione Lombardia una stupenda iniziativa:
http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=News&childpagename=Regione%2FDetail&cid=1213544645752&p=1194454694849&packedargs=locale%3D1194453881584%26menu-to-render%3D1194454694849&pagename=RGNWrapper
Complimenti all'Assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli
http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Scheda&childpagename=Regione%2FDetail&cid=1213273730201&pagename=RGNWrapper

Speriamo che tutte le Regioni italiane sappiano emulare la Regione Lombardia in questo campo.Nel caso in cui qualcuna di esse l'avesse già fatto o lo stia per fare , chiediamo cortesemente di esserne informati: siamo a disposizione per darne ampia risonanza sui nostri siti.

martedì 7 agosto 2012

PIU' DI TANTE INUTILI PAROLE...


Ecco un'Italia degli intellettuali che credevamo si fosse persa nella centrifuga delle "fiction" e dei nostri cervelli.
http://www.iltempo.it/2012/08/07/1356657-rilanciamo_cinecitta_film_cost.shtml?refresh_ce
Ma ci domandiamo: perchè solo nel cinema? E' così difficile ipotizzare che in un prossimo futuro le istanze del mondo del lavoro possano trovare, nella sponda della "cultura", un riflesso? E si badi, non necessariamente un accodarsi. Sarebbero gradite anche posizioni critiche o, addirittura, di argomentato dissenso. Ma che si tratti di una voce riconoscibile. L'intellettuale italiano (quello che se lo può permettere) da anni preferisce rinunciare a sporcarsi le mani in Italia. Guarda all'estero.Timidi tentativi di far rientrare i cervelli sono falliti miseramente per colpa della burocrazia e del nepotismo imperante.
Ma anche per poca grinta e determinazione. Non solo non ritornano ma , anche se sono rimasti qui, per lo più ignorano le vicende di altre parti della società. E' vero: questa vicenda di Cinecittà li ha colpiti perchè hanno toccato con mano dove possa portare il mito della privatizzazione sconsiderata e della speculazione. E' come se fosse stato fatto un bombardamento in casa loro.Ma il resto della cultura o del mondo accademico manifesta la stessa sensibilità di questi cineasti? Ad esempio, perchè , in materia di Pubblica Amministrazione, la parte migliore della cultura giuridica italiana sembra aver svenduto i propri capisaldi a principi di economia aziendale provenienti da altre esperienze estere? Abbiamo i migliori giuristi al mondo: dimostrino la loro vicinanza a chi della Pubblica Amministrazione ha bisogno (i più umili) per elaborare progetti che dimostrino l'irrinunciabilità a istituzioni, a funzioni, a figure professionali che fino a ieri si ritenevano fondamentali. O ci propongano riforme vere che è concetto diverso dalla svendita. Low cost, per giunta. E chiedano la collaborazione e il coinvolgimento degli impiegati pubblici.Siamo sicuri che i lavoratori della Pubblica Amministrazione sapranno appassionarsi a questa iniziativa di "sciopero alla rovescia" molto di più delle stanche, disperate e rituali proteste in cui sono stati coinvolti da "registi" si, ma di altro tipo: quelli delle burocrazie sindacali delle Federazioni e Confederazioni rappresentative (ai quali del destino dei lavoratori pubblici - ormai "tagliati che camminano"- interessa poco o nulla).

martedì 31 luglio 2012

CONFERENZA STATO-REGIONI: LINEE GUIDA SULLA FORMAZIONE IN SALUTE E SICUREZZA

(approvato nella seduta del 26 luglio 2012)
Per leggere l'intero documento vai al sito dell'AGL SICUREZZA SUL LAVORO cliccando sul seguente link:
http://agl-sicurezza-lavoro.blogspot.it/2012/07/conferenza-stato-regioni-linee-guida.html

I SINDACATI RAPPRESENTATIVI NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE: CONTINUA L'INCANTESIMO DI PATRONI GRIFFI

Il Ministro-Mago Patroni Griffi continua a ipnotizzare i sindacati rappresentativi del pubblico impiego.Dopo aver fatto apparire il mostro (i licenziamenti) , dopo lo zucchero filato (l'intesa del 3 maggio) , dopo aver spento la luce il 25 luglio e lasciato in un buio inquietante la parte sindacale, dopo
averla risvegliata con una doccia gelata con l'approvazione della spending review il 30 luglio e dopo aver evocato l'orco dei ventimila licenziamenti nel pubblico impiego ha proiettato nelle menti confuse dei pur esperti rappresentanti sindacali l'immagine di un bivio. Uno strano bivio che a un certo punto, dopo qualche miglio, si ricongiungerà e porterà sotto terra i nostri amici (poco male) ma soprattutto i lavoratori pubblici italiani.Già CGIL,UIL e UGL si sono buttati a sinistra (lo sciopero e la solo apparente barricata che più che altro li metterà al riparo, loro e le loro coscienze, dall'ira dei lavoratori) . La CISL invece ha preso il ramo di destra: no allo sciopero, continuare a seguire gli esperimenti del Ministro a settembre, cercare di rendere presentabile il tutto attraverso la trasformazione , all'ARAN, dell'intesa del 3 maggio in accordo quadro sulle relazioni sindacali. Il Ministro continua a ripetere incessantemente la formula magica: "licenziamenti, prepensionamenti, mobilità" , gli apprendisti stregoni CISL assicurano che no, il Ministro non licenzierà nè esoderà nessuno.
Come AGL magari non saremo ancora così esperti, tuttavia alcuni concetti ci sembrano chiari e non sembra che i trucchi di Patroni Griffi stiano facendo grande effetto su di noi.
Innanzitutto: Patroni Griffi (peraltro persona serissima e preparatissima) ha perso ogni credibilità come Ministro della Funzione Pubblica. Dall'inizio del suo mandato ha detto e scritto tutto e il contrario di tutto.E per di più ha sberlinato innanzi agli occhi dell'opinione pubblica sindacati la cui serietà ed autorevolezza fino ad oggi non era stata mai messa così in discussione (una volta, se ricordate, in Italia i Sindacati erano temutissimi e rispettati). Si abbia la decenza , visto che dobbiamo recuperare qualche punto nell'immagine-Paese, da parte delle maggiori confederazioni, di chiederne le dimissioni e/o lui stesso abbia l'orgoglio di capire di aver sbagliato dicastero (forse lo Spettacolo sarebbe stato più adatto a lui, anche considerata la lontana parentela col grande regista che portava lo stesso cognome).
Secondo, come era buona norma fare una volta, i sindacati rappresentativi chiedano di trattare direttamente con Monti, nel frattempo. Gli facciano intendere però, preventivamente, anche ad agosto, che senza una P.A. che lo supporti qualsiasi tentativo di cambiare il Paese sarebbe velleitario. E, per dimostrarglielo, più che organizzare scioperi generali, cominciamo a fare vedere al governo cosa significa paralizzare per un congruo intervallo di tempo una singola Amministrazione (chiaramente una di quelle che contino qualcosa e non quelle che fungono da cimitero degli elefanti dirigenziali). Facciamo un pò i "camionisti" della P.A. quindi.
Avrete già capito quindi che per l'AGL sono inutili sia nuovi scioperi generali sia trattative con Patroni Griffi (i cui impegni sarebbero sconfessati a stretto giro di posta- i precedenti conteranno pure qualcosa - da lui stesso)
Due sono le condizioni da pretendere: la presenza del Ministero dell'Economia in ogni fase delle future trattative con impegni scritti da parte dello stesso sulla sostenibilità di bilancio delle soluzioni che si andranno a concordare col Presidente del Consiglio; l'edificazione di una vera e propria Linea Maginot che fissi due pregiudiziali assolute e non negoziabili: 1) prepensionamenti solo volontari 2) nessun licenziamento di presunti esuberi nè quelli risultanti dalle presenti piante organiche nè quelli che potrebbero emergere dalla revisione delle stesse (e qui le altre confederazioni farebbero bene a non lasciare sola la CISL a trattare di queste cose col Governo). Come più volte abbiamo detto, la bandiera che il movimento sindacale pubblico deve far propria senza più esitare è quella della "mobilità dei dipendenti pubblici da una amministrazione all'altra nell'interesse dei cittadini" (è sempre e solo stata evocata solo a parole) e non della mobilità come anticamera del licenziamento (i 24 mesi all'80% dello stipendio). Quindi i posti nella P.A. vanno difesi e mantenuti, tutti.Non facciamo del blocco del turn over nè una sciagura nè un tabù: c'è stato (111 mila posti in meno calcolati negli ultimi anni), è un portato naturale del progresso tecnologico che non va rallentato solo per perpetuare una PA anche ammortizzatore sociale e bacino elettorale o per non far perdere l'esercito a dirigenti pupilli della politica o su quelle poltrone per eredità Non c'è bisogno di istituire commissioni di studio per sapere quali pubbliche amministrazioni in Italia non servono a nulla (non per colpa di chi ci lavora dentro ma per obsolescenza di norme e funzioni, nonchè per fallimento di modelli organizzativi della PA che solo in Italia residuano) e quali potrebbero essere invece, se supportate da nuovo personale e da adeguati supporti informatici, potenzialmente, fattore di rinascita del ruolo della PA. Non c'è più tempo, sbrighiamoci a farlo.
Da ultimo, i dipendenti pubblici vigilino su comportamenti che spiace perfino interpretare in maniera così maliziosa. E' evidente che la scelta della CISL è una ciambella lanciata a una maggioranza in difficoltà per consentirle di guadagnare tempo e dilazionare il più possibile scelte traumatiche che potrebbero avere sgradevoli effetti elettorali. Così come è palese che l'apparente intransigenza dell'altra parte dei sindacati, quella più bellicosa , oggettivamente remi nella stessa direzione di chi, da destra e da sinistra, voglia portare il prima possibile il governo Monti a cadere e a monetizzare a livello elettorale la brutta figura.
Riflettano i lavoratori pubblici e comprenderanno che la battaglia non viene fatta, dai più grandi sindacati rappresentativi, a loro tutela e in loro nome ma per entità terze che continueranno in futuro a deprimere le pubbliche funzioni che dovrebbero innanzitutto essere al servizio dei più deboli.
Ci appelliamo pertanto a tutti i lavoratori pubblici e a tutte le forze sindacali che hanno a cuore la loro condizione affinchè non si imbocchi nè l'una nè l'altra strada e si vada invece diritti, costruendo un nuovo sentiero che ci porti, dopo tanti anni, ad essere protagonisti della costruzione del nuovo.

sabato 28 luglio 2012

FUGA DALLE ISTITUZIONI: UN FILM GIA' VISTO

Da bravi allievi in comunicazione innanzitutto forniamo la notizia:
"Detenuto salta laurea per uscita negata.Doveva concludere corso triennale, ma magistrato dice di no"
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/07/28/Detenuto-salta-laurea-uscita-negata_7251636.html
Contrariamente a quanto potrebbe desumersi dall'articolo, l'immagine che di se offre il Tribunale di Sorveglianza di Roma è tutt'altro che di incuria ed abbandono:
http://tribsorvroma.wordpress.com/
Si ha la sensazione cioè che sia annoverabile tra quella parte dell'Amministrazione Giudiziaria italiana che cerchi di migliorare l'esistente attraverso scelte e iniziative adottate (con una espressione che fa inorridire molti) "a costo zero". Non si ha evidenza su Internet di lamentele specifiche del personale interno (se ce ne fossero di nuove, siamo a disposizione per darne ascolto e risonanza) e i rilievi negativi vengono piuttosto  da singole situazioni riassumibili nella espressione "Giustizia ingiusta" ovviamente fatta propria da chi si ritiene vittima di determinati comportamenti, protratti nel tempo.
E' evidente poi che la vicenda di cui trattiamo ha sullo sfondo una polemica tra soggetti istituzionali di cui essa sarà probabilmente solo una delle puntate.E vai a verificare chi ha iniziato, per quali motivi e se ha torto o ragione.
Premesso che la giustizia è un tema di cui si cerca di evitare (per scaramanzia) di occuparsi e che la cittadinanza si divide in due parti, quella che non ha mai avuto a che fare con essa e quella che forzatamente se ne è dovuta interessare e conseguentemente se ne è fatta un'opinione, è noto che la polemica in Italia sulla funzionalità dell'Istituzione-Giustizia vede fronteggiarsi due posizioni. C'è chi ritiene che la colpa sia della Magistratura politicizzata e con scarsa voglia di lavorare, con un personale che la segue a ruota sulla via della scorrettezza, della partigianeria e dell'inefficienza e che quindi non va ulteriormente foraggiato.Dall'altra c'è chi difende Giudici e PM, vorrebbe più soldi per l'organizzazione e le strutture e addirittura più assunzioni di personale amministrativo. Andiamo avanti così da decenni e, siccome gli osservatori neutrali (però anch'essi elettori) ormai mostrano una certa stanchezza ultimamente va di moda, da entrambe le parti , scaricare tutte le responsabilità sulla "Politica".Ovviamente tutti negano di aver votato la maggioranza di turno. Ogni politico, pur di non perdere voti e non rischiare di non essere rieletto, appoggia tutto e il contrario di tutto.I soldi non ci sono più quindi da una parte si è più tranquilli, dall'altra si può solo imprecare o tentare di fare riforme a costo zero.In sintesi: anche nella Giustizia riflettiamo l'immagine di un Paese in decadenza che brancola nel  buio. Poichè è l'organizzazione di questa Giustizia che mostra ormai i segni del tempo (nonostante la nobiltà delle origini) e il buon senso ci dice che, stante questa strutturazione,  la situazione non migliorerebbe nè circondando i Magistrati di tornelli, nè costruendo nuove carceri, nè assumendo migliaia di amministrativi, triplicando loro lo stipendio e riempiendoli di personal computer.Crediamo sia venuto il momento di azzerare tutto e costruire un sistema completamente nuovo e più moderno, se necessario rifacendosi  ad esperienze straniere di paesi dell'occidente in cui la giustizia funzioni meglio che in Italia (c'è solo l'imbarazzo della scelta, visto che le classifiche internazionali ci equiparano, nel settore, ai paesi dell'Africa subsahariana).Quindi: non si tratta di dare la colpa e punire chissà chi (Magistrati, personale, politici, ecc.) ma di prendere atto che l'impianto è troppo vecchio e complicato, modificarlo costerebbe troppo tempo e risorse e quindi conviene rimuoverlo e farne uno nuovo.Cambiando quindi la Costituzione. Senza ovviamente danneggiare le persone che ci lavorano dentro ma riorganizzandole, aggiornandole e, quanto prima, retribuendole meglio. Questo riteniamo debba essere l'obbiettivo di chi crede, vivendoci dentro e volendo continuare a farlo, in una PA al servizio del cittadino e al passo con i tempi. Si può anche non scegliere questa via. Ma sarebbe una pia illusione. Il mondo, la società, il progresso vanno per la loro strada. Una P.A. troppo lenta verrebbe sorpassata senza pietà, ritenuta inutile e quindi non meritevole di risorse (come già sta avvenendo, bipartisan). Il crollo della condizione dell'impiegato pubblico negli ultimi anni è proprio la conseguenza di una anacronistica indisponibilità a svolgere un ruolo progettuale di protagonista, di avanguardia in questi processi. Sindacati che hanno difeso (male) l'esistente e concepito il cambiamento non come complessivo miglioramento delle retribuzioni e delle condizioni dei lavoratori pubblici non dirigenti ma come asservimento alle mode e ai capricci dell'innovatore di turno, il quale spesso non ha ricambiato il favore."""""Simone ci ha ufficialmente detto di non volersi più laureare in carcere. Aspetterà di farlo fra un anno, quando sarà un uomo libero""""": questa sconfitta dell'Istituzione carceraria, questa fuga da essa, è la metafora di tutto quanto abbiamo appena detto.Non lamentiamoci quindi del fatto che i cittadini non abbiano più voglia di pagare le tasse per mantenere questa Pubblica Amministrazione, per assumere nuovo personale  nella Giustizia e non stupiamoci se un domani verremo a sapere che Simone si sia comportato da evasore fiscale. Questa vicenda nasce da un conflitto tra norme di legge? Eliminiamo questi conflitti con leggi che sostituiscano le esistenti.Da ritardi dovuti a carenze organizzative?Riorganizziamo l'Amm.ne Giudiziaria, a costo zero (finchè non si troveranno i soldi). Ma c'è qualcosa che i lavoratori della Giustizia devono trovare dentro di sè (e in questo nè la Politica nè la Dirigenza possono sostituirli): la volontà di reagire , l'orgoglio di essere protagonisti del recupero di una loro ragion d'essere, il coraggio di sbarazzarsi di cattive compagnie sindacali, liquidandole